NODI, Cultura, impresa e design del legno trentino, 2026

In montagna l’ingresso è un confine vivo: separa (la natura selvatica del) l’esterno – neve, fango, pioggia – dal calore della casa. Le abitazioni alpine, spesso compatte, faticano a gestire questa transizione: scarponi, attrezzature e giacche creano disordine in poco spazio.
Da qui nasce Restel, un progetto che trasforma la necessità in gesto di accoglienza.
Osservando i linguaggi della tradizione il rastrello da fieno ci è sembrato subito un appendiabiti pronto all’uso. Solitamente riposto a ridosso di una parete, sembra nascere per un uso improprio.
Nel progetto il rastrello diventa un segno che si sviluppa in altezza per accogliere giacche, sciarpe di varie misure. In basso la struttura si completa di una cassapanca che fornisce autoportanza, contenimento nascosto e veloce, e generosa seduta per agevolare le operazioni di cambio scarponi.

La falegnameria artigiana con cui abbiamo collaborato custodisce una lontana tradizione di rastrelli, nati dalle naturali biforcazioni dei rami. La sfida progettuale e produttiva è stata razionalizzare quella forma spontanea con tecniche contemporanee, preservandone lo spirito organico.
Il materiale con cui si è scelto di lavorare (per tutte le componenti) è il larice del Trentino, essenza autoctona resistente dalla caratteristica grana rigata a venature calde. Per valorizzarne la texture già molto espressiva, forme e volumi sono rimasti secchi ed essenziali.
Il vantaggio di poter lavorare con il massello ha permesso di avere giunzioni nascoste, inclusa la cerniera della cassapanca. Tuttavia Restel è progettato per essere fornito disassemblato, facilitando trasporto e montaggio anche in situazioni di spazio limitato.
Il rimando all’archetipo del rastrello è discreto e non scade nel cliché rustico, rendendo l’oggetto adatto anche a strutture recettive – dove appendere cappotti e appoggiare borse resta un tema aperto – e a ingressi urbani, dove gestire effetti personali in piccoli spazi è una sfida contemporanea dell’arredo.
NODI. Cultura, impresa e design del legno trentino è un progetto promosso dalla Provincia autonoma di Trento con la curatela di Paolo Baldessari e Aldo Colonetti. L’obiettivo primario è valorizzare e stimolare l’internazionalizzazione della filiera del legno trentino. Un percorso della durata di un anno, avviato nel 2025 e sviluppato attraverso un lavoro condiviso tra quindici imprese artigiane e industriali del territorio e altrettanti designer di rilievo nazionale e internazionale, che culmina in una mostra all’ADI Design Museum.
Il progetto nasce da una delle principali eccellenze produttive del territorio trentino: il legno, materiale profondamente legato alla cultura, al paesaggio e alla tradizione manifatturiera trentina. L’iniziativa mette in relazione le competenze delle imprese della filiera con il design contemporaneo, valorizzando un patrimonio diffuso di saperi artigianali e produttivi radicato nel territorio.
Come sottolineano i curatori Paolo Baldessari e Aldo Colonetti, il progetto nasce dall’idea di mettere insieme saperi diversi nel rispetto dell’identità del legno. Il nodo diventa così metafora progettuale: punto di connessione tra competenze, culture d’impresa e visioni autoriali, ma anche segno distintivo che custodisce la memoria naturale del materiale. Il tema della casa e dell’ospitalità ha guidato le collaborazioni tra designer e imprese in una riflessione tra interno ed esterno, tra dimensione privata e vita collettiva, con il legno trentino interpretato come materia capace di esprimere un linguaggio contemporaneo radicato nel territorio.
Crediti
Progetto a cura di Paolo Baldessari e Aldo Colonetti
Promosso dalla Provincia autonoma di Trento
Allestimento mostra presso ADI Museum: David Dolcini
Art direction catalogo del progetto: Gianluigi Colin
Foto: Motion Studio, Carlo Baroni
Partner di progetto: Falegnameria Bosetti di San Lorenzo Dorsino – TN